Hotel Palladio

Sicily

a handmade hotel

Corso Umberto 470, Giardini Naxos, 98035, Sicily
Tel: (+39) 0942 52267; Fax: (+39) 0942 551329;
E-mail:
palladio@tao.it 

 

Giardini Naxos e Taormina

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Giardini Naxos and Taormina
The surroundings

Vedute della baia di Naxos colte da opposte prospettive da due viaggiatori inglesi: la prima del 1819 è di George Russel, la seconda del 1823 è di William Henry Smyth

Giardini Naxos e Taormina si dividono uno splendido territorio, meta di viaggi sin dall’antichità.

Le due cittadine (che si sono separate amministrativamente solo nel 1847) confinano nell’incantevole baia di Naxos: Taormina, incastonata nella scoscesa parete rocciosa del monte Tauro, ne gode la vista dall’alto, mentre Giardini Naxos è tutta distesa sulle sue lunghe spiagge sabbiose.

Ed è nella baia di Naxos che comincia la grande storia della civilizzazione greca in Sicilia. Nel VIII secolo avanti Cristo, i migranti greci scelsero la fertile baia, riparata dai venti, per costruire la loro prima città, chiamandola Naxos in ricordo dell’omonima isola delle Cicladi da cui proveniva parte della spedizione di conquista. Da Naxos partiranno poi per fondare altre colonie e daranno inizio alla felice esportazione della cultura greca su questa loro nuova frontiera, radicando in Sicilia meravigliose rielaborazioni dei loro miti.

Più di 2000 anni dopo, nel 1700, giungeranno altri grandi viaggiatori, artefici di miti diversi: l’èlite artistica e intellettuale europea alla ricerca delle proprie radici culturali, che riscoprendo ed esaltando nelle proprie opere questi luoghi, li renderanno una tappa fondamentale del Gran Tour in Italia e uno dei simboli più celebri del mito moderno del viaggio.

per saperne di più

La colonia di Naxos avrà un’importante ruolo religioso nella Sicilia greca: sul luogo dello sbarco, raccontano le fonti antiche, viene eretto l’altare di Apollo Archeghetes, il dio protettore della costruzione delle colonie, dove gli inviati sacri di tutte le future città siciliote verranno a compiere sacrifici prima di imbarcarsi verso la madrepatria.

Durante le burrascose lotte fra le città siceliote, Naxos venne distrutta nel 403 a.C, per opera della potente Siracusa e il centro urbano fu trasferito sul più difendibile monte Tauro dove era stata fondata la città di Taormina.

La baia rimarrà per millenni il porto di Taormina, in epoca romana crocevia commerciale importante anche per l’esportazione del famoso vino locale e per le fornaci di Naxos che continueranno a produrre le anfore destinate a contenerlo (come hanno dimostrato recenti scoperte archeologiche). Ma ancora a metà del 1100 l’arabo El Idrisi, autore di una descrizione geografica della Sicilia così lo descrive: “bel porto al quale sogliono venire de’ legni da tutte le parti e se ne esporta gran copia di produzioni agricole[…] e qui rivolgonsi le carovane e le comitive di viaggiatori dirette a Messina”. E infine, verso il 1600, sulle rive della baia di Naxos si formerà, come casale di Taormina, il Borgo de li giardini, così chiamato per i suoi fertili terreni ricchi di vigneti, a cui si aggiunsero nel tempo coltivazioni di canna da zucchero, gelsi (per l’allevamento dei bachi poiché in Sicilia si produceva la seta) e poi agrumi. E’ questo Borgo de li giardini che, divenuto comune autonomo da Taormina nel 1847, si chiama oggi Giardini Naxos.

Ma prima della separazione tra Taormina e il suo Borgo de li Giardini, più di 2000 anni dopo la venuta dei Greci (a cui si erano sostituiti, come dominatori in Sicilia, Romani, Saraceni, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Borboni), nel 1700 questo territorio vide l’arrivo di artisti ed euruditi, i viaggiatori del Gran Tour (il grande viaggio dell’élite europea verso le origini della propria civilità), la cui venuta pose le prime basi per l’ultima delle tante colonizzazioni della Siclia, quella del turismo.

La baia di Naxos viene ritratta, rannicchiata sotto l’Etna innevata e fumante o incorniciata dalle rovine del Teatro Antico di Taormina, da schiere di pittori europei, venuti al seguito di scrittori e studiosi alla ricerca di antichità e meraviglie naturali. E queste immagini e descrizioni, che faranno il giro del mondo, contribuiranno alla formazione del mito moderno di questo territorio come idilliaca meta di viaggio, esotica arcadia dall’eterna primavera dove l’armonia dell’antichità classica si unisce alla natura selvaggia del vulcano e le rive sabbiose di Naxos, circondate dei giardini di limoni e aranci fioriti di zagara, contrastano in maniera surreale con le nevi dell’Etna.

Goethe, a cui si deve in gran parte la prima diffusione di questo mito, nel suo Viaggio in Italia (il libro che accompagnò i viaggiatori del Gran Tour venuti in questi luoghi dopo di lui) osservando il panorama dal teatro antico di Taormina nel 1787 aveva scritto:

Chi si collochi nel punto più alto, occupato un tempo dagli spettatori, non può fare a meno di confessare che forse mai il pubblico di un teatro ha avuto innanzi a sé uno spettacolo simile. Ritornato sulla costa così continua: La chiarità del cielo, il soffio del mare, i vapori che sembrano dissolvere monti, mare e cielo in un solo elemento […], e mentre in quel bel giardino pubblico erravo tra le siepi d’oleandri in fiore, tra il fogliame degli aranci e dei limoni carichi di frutti, mentre indugiavo in mezzo ad altri alberi e cespugli sconosciuti, mi sentii pervaso con somma delizia da quell’influsso esotico.

E nonostante barbare speculazioni edilizie, incuria dovuta a malversazioni o talvolta a semplice insulsaggine degli amministratori pubblici e il globalizzato dilagare dei negozi di paccottiglia, lo splendore dei luoghi è tale da esserne stato solo lievemente appannato e ancora adesso passeggiando per il meraviglioso e intatto Parco Archeologico di Naxos tra le vie della colonia greca, circondati da fastosa vegetazione, mare ed Etna, o visitando il Teatro antico di Taormina, si ritrova l’incanto della magnifica terra descritta da lui e da tanti altri viaggiatori illustri ed ispirati.

 

Qui sopra tre fra le centinaia di opere degli artisti viaggiatori che hanno ritratto la baia: la prima conservata ora al British Museum è di Jacob Philipp Hackert, famoso pittore paesagista tedesco, di cui Goethe scrisse la biografia. La seconda è di Jean-Pierre-Laurent Houel, vedutista francese che viaggiò in Sicilia per più di quattro anni e le dedicò un libro con incisioni tratte dalle sue gouaches, acquistate per la maggior parte da Caterina la Grande e ora esposte all’Ermitage, la terza si trova al Louvre ed è del giovane allievo di Jacques-Louis David Achille Etna Michallon, che viaggiò in Italia per due anni, ebbe grandi successi e una morte precoce.

COSA FARE A GIARDINI NAXOS E TAORMINA

Dipende solo dalla vostra idea di vacanza scegliere tra le tante opzioni che offrono Giardini Naxos e Taormina.  Passeggiate fra panorami e musei, rovine greche e palazzi medievali, relax sulle spiagge sabbiose di Naxos con mare cristallino e la vista dell’Etna, shopping nelle boutique di alta moda e nei laboratori artigianali del corso di Taormina o al grande mercato del sabato a Giardini Naxos, vita notturna nei locali del lungomare di Naxos   o nel corso di Taormina,  sport acquatici, trekking, ciclismo o equitazione, avventurose immersioni o tranquille gite in barca tra grotte e faraglioni,   itinerari naturalistici a piedi sui sentieri  delle verdi colline o tra chiese e castelli.

PER I BAMBINI

A  Giardini Naxos  e dintorni è possibile organizzare svariate attività per i più piccoli per saperne di più

I lidi di Giardini Naxos offrono vari giochi e animazione per bambini.  A un km dall’albergo si trova il parco giochiNaxoslandia”, e un piccolo parco acquatico con un grande scivolo e a circa 15km dall’hotel vi sono i  parchi avventura  dell’Etna con divertenti percorsi sospesi tra gli alberi con diverso grado di difficoltà per i più piccoli.

E’ possibile prenotare in hotel tante attività da fare in tutta sicurezza con guide esperte: mini immersioni o snorkeling nella riserva marina dell’isola Bella,   passeggiate sugli asinelli o a cavallo tra i boschi,     emozionanti escursioni nell’acquascivolo naturale delle Gole dell’Alcantara o nelle grotte di scorrimento dell’Etna.

A 40km c’è Etnaland, il grande parco acquatico con un settore sui dinosauri.

LA VITA NOTTURNA

La sera, usciti dall’hotel Palladio vi  trovate sull’animato lungomare di Naxos  tra  bar  di tendenza, pub e locali con musica dal vivo per saperne di più come il nuovo Jazz Club di Giardini Naxos, o  discoteche come il Taitù e d’estate, all’aperto, il Marabù.

Taormina è celebre per la sua vita notturna tra locali esclusivi per ballare, discopub  e  un’infinità di bar tra i vicoli profumati di gelsomino. 

UNA VACANZA DI MARE A Giardini Naxos, proprio di fronte l’hotel Palladio, le spiagge sono tante e tutte diverse fra loro: per saperne di più sabbia finissima, con lagune turchesi formate dai bassi fondali o scogli e secche con mare cristallino ideali per lo snorkeling, spiagge libere, piccoli lidi o grandi stabilimenti attrezzati. Per esplorare la frastagliata costa di Taormina potete prenotare in hotel una gita in barca perché può essere più bello vedere dal mare le piccole baie di Taormina  (che sono molto scenografiche ma  sassose, raggiungibili dalla strada solo con lunghe scalinate e purtroppo spesso sovraffollate). Con la barca potrete invece fare il bagno nei punti che preferite e vedere la baia di Giardini incorniciata da verdi colline e dall’Etna, la costa rocciosa di Taormina con promontori, insenature,  e faraglioni, la riserva protetta dell’Isola Bella con la sua stravagante villa, scenario di tanti film, la pittoresca baia di Mazzarrò (nella baia di Mazzarrò però fate attenzione per il bagno perché ci sono spesso le meduse che rimangono intrappolate nella baia dalle correnti)  e la galleria sottomarina che illumina e rende turchine le acque della Grotta Azzurra.

UNA VACANZA NELLA STORIA E NELL’ARTE a Giardini Naxos e Taormina son tanti i monumenti dell’arte da vedere.  A Giardini bisogna ovviamente visitare il bellissimo parco  e il museo archeologico di Naxos per ripercorrere le origini della storia greca della Sicilia e passeggiare nell’oasi verde del parco. per saperne di più  Si potrebbe poi anche dare un’occhiata al museo di storia naturale perché ha un angolo dedicato alle tradizioni marinare e alle vecchie foto del paese. Andrebbe  anche vista  la  Stazione Ferroviaria di Taormina Giardini, usata in moltissimi film per la sua bellezza, che è una edificio dallo stile eclettico, costruito negli anni’20 del secolo scorso in un singolarissimo e riuscito miscuglio di stili tradizionali siciliani dai migliori artigiani dell’epoca

Taormina naturalmente il celebre e meraviglioso Teatro antico costruito dai greci ma di cui noi ora vediamo la ricostruzione romana (il teatro non ha bisogno di commenti essendo uno dei luoghi più belli e famosi del mondo, cercate solo di andarci un giorno in cui l’Etna non è coperta dalle nuvole per vederlo in tutto il suo splendore), il museo   Siciliano di Arte e Tradizioni Popolari di Taormina  a  Palazzo Corvaja (per cominciare a conoscere le magnifiche opere dell’artigianato Siciliano e uno dei  capolavori del gotico siciliano) e il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano che ospita  reperti archeologici, risalenti al III e II secolo a.C e le opere dello scultore Mazzulo (un interessante artista locale). 

UNA VACANZA DI SPORT Giardini Naxos offre la possibilità di praticare ogni tipo di sport per saperne di più Sport acquatici: vela, windsurf, canoa,  parafly   sci nautico, immersioni, snorkeling, canyoning, rafting e battute di pesca.

Per i patiti dell’equitazione a  Giardini Naxos c’è un bel maneggio che organizza cavalcate sulla spiaggia e lungo il fiume Alcantara.

Per i ciclisti noleggiamo mountain bike  o biciclette.

Per i tennisti la città offre ottimi impianti in terra battuta o in erba sintetica.

Nella stagione invernale è possibile sciare sulle nevi dell' Etna, su  piste dotate di confortevoli impianti di risalita.

Per chi ama il golf, il Picciolo, un panoramico percorso a 18 buche  (praticabile durante tutto l'anno) è situato sulle pendici dell’Etna ed è raggiungibile da Giardini Naxos in circa venti minuti d'auto.

UNA VACANZA NELLA  NATURA Da Giardini Naxos partono vari sentieri e, anche senza raggiungere i vicini e magnifici parchi dell’Alcantara o dell’Etna, si possono fare lunghe e interessanti escursioni a piedi fra splendide vedute. per saperne di più

i può salire a Taormina a piedi in 15 minuti lungo il panoramico sentiero di Madonna delle grazie (va percorso con attenzione perché è in alcuni tratti malridotto) che parte dalla Stazione Ferroviaria di Taormina Giardini (dista 1km dall’hotel Palladio). Arrivati a Taormina si può  proseguire con una scalinata per il belvedere di Madonna Rocca e il castello di Taormina (l’interno è purtroppo chiuso) o prendere  il  sentiero dei Saraceni per raggiungere il borgo di Castelmola.

Da Giardini Naxos si può anche salire sulle verdi colline di Mastrissa, dalla natura ancora integra per una fantastica vista della baia, del Monte Tauro e dell’Etna.

Un altro bellissimo itinerario è  attraversare il Parco archeologico e uscire su un viottolo che porta alla spiaggia di Recanati da dove si arriva alla foce dell’Alcantara.

Da qui potete proseguire poi  verso l’interno costeggiando il fiume con la sua bella vegetazione acquatica tra le rocce basaltiche o, continuando sul mare, raggiungere  la grande spiaggia libera di San Marco  delimitata da un odoroso boschetto di eucalipti. Vi troverete un bel castello barocco ormai trasformato in residence ma ancora visitabile dall’esterno. Da san Marco potreste iniziare un’escursione naturalistica per la riserva naturale di Fiumefreddo.

GIARDINI NAXOS

Frammenti di storia

Giardini Naxos, importante sito archeologico,  è una delle preferite mete balneari della Sicilia, grazie al suo  mare cristallino dai colori cangianti, alla bellezza e varietà di  spiagge e panorami  e all’eccezionale dolcezza del clima, soleggiato in inverno, secco e ventilato d’estate.  

Il doppio nome di Giardini Naxos riflette la doppia natura del paese, sorto  come casale di Taormina nella baia dell’antica colonia greca di Naxos. Chiamato Borgo de li giardini per i suoi  giardini di limoni e aranci (ancora  esistenti nella zona del parco archeologico) il Borgo,  nel 1847, si distaccò amministrativamente da Taormina  costituendosi in comune autonomo col nome di Giardini, mentre il nome di Naxos sarà aggiunto  molto più tardi, nel 1976, nel corso  degli scavi e dell’istituzione del Museo e del Parco  archeologico nel sito della colonia greca. Il sito archeologico, ubicato  nella parte più panoramica della baia e fondamentale per la ricostruzione storica delle fasi più arcaiche della dominazione greca in Sicilia, fu in parte preservato  dalla terribile ondata di speculazioni e conseguente cementificazione, iniziata negli anni ’70 (e che portò alla costruzione del quartiere dormitorio di Recanati alla periferia di Giardini) solo grazie all’azione tenace e coraggiosa di alcuni   cittadini  di Giardini Naxos  e di  valenti archeologi  (purtroppo in Italia, e ancor più in Sicilia, bisogna troppo spesso combattere strenuamente per salvaguardare la nostra storie e le nostre bellezze naturali ed artistiche).   per saperne di più

Al tempo della separazione comunale da Taormina, fortemente osteggiata dai Taorminesi che non volevano perdere la baia e i suoi ricchi terreni, il Borgo de li giardini  è abitato non solo da pescatori, contadini  ed artigiani ma anche da piccoli commercianti ed armatori  che  smerciano i prodotti della valle dell’Alcantara. E quando la nuova litoranea Messina Catania (inaugurata nel 1833) sostituisce  la vecchia strada che passava da Taormina, e ancor più quando viene costruita la ferrovia  Messina Catania con la stazione di Giardini (1870) il borgo  cessa di essere solo lo strategico approdo, la spiaggia e i giardini di Taormina, ma diviene anche il punto d’incrocio delle più importanti vie Siciliane.

E nel neonato Comune, nel 1859 era  giunto Francesco Crispi per  coordinare i patrioti  antiborbonici e, conclusa la spedizione in Sicilia,  nel 1860 vi si rincontrarono Garibaldi e le sue truppe, al comando di Nino Bixio, per imbarcarsi nei due piroscafi ormeggiati nella baia e continuare la loro impresa.

Oggi il comune conta circa 9.000 abitanti e ha una superficie di 544 ettari  in una zona litoranea pianeggiante, posta a 5 metri sopra il livello del mare. È un centro prevalentemente turistico ed agricolo-artigianale: le colture principali sono agrumi, ortaggi, olive e uva e continua ancora l’antica tradizione dei ferro battuto.

Cosa vedere a Giardini Naxos

Giardini Naxos inizia a Nord con  il  torrente Sirina, che segna il confine tra il suo territorio e  quello di Taormina, e termina a Sud con l’oasi naturalistica dove sfocia il fiume Alcantara. Nel  primo tratto,   che  finisce col quartiere di San Giovanni (un tempo sede dei “vasai”, i quali  senza saperlo, continuavano la tradizione  greca che aveva avuto nella colonia  di Naxos un centro fiorente di lavorazione dell’argilla), Giardini Naxos mantiene ancora il suo fascino di borgo marinaro con  le vecchie casette dei pescatori nei vicoli, le pittoresche spiagge libere con neri scogli lavici, le antiche palazzine e le piazze alberate con le tradizionali pasticcerie dove si gustano le granite.

Al termine di questa parte  di Giardini Naxos, l’hotel Palladio  si trova proprio nel mezzo fra tra il lungomare del centro storico e il lungomare  turistico di Naxos costellato di ristoranti, locali alla moda e grandi stabilimenti balneari. Percorrendolo incontrerete spiagge sempre più grandi e dalla sabbia finissima e, appena prima di arrivare  al Museo e del Parco  archeologico di Naxos, troverete il suggestivo castello di Schisò sorto su un basamento lavico intorno alla torre  e alla fortezza medievale. per saperne di più

Il castello fu ricostruito (insieme alla Torre Vignazza che si trova all’interno del parco archeologico) nel 1500, dopo le scorrerie del pirata Barbarossa (Kair-er-din). Faceva parte (con i castelli di Taormina, Sant’alessio, Calatabiano, San Marco e Fiumefreddo) del vasto sistema di avvistamento  che difendeva la costa dai pirati saraceni che spesso razziavano la zona e ne rapivano  gli abitanti.

Alle spalle del castello si trovano il  Museo e il  Parco Archeologico di Naxos, il vero cuore della cittadina e suo splendido giardino.

Conclude la baia  il porto con i suoi colorati pescherecci da dove si gode un’incomparabile panorama di Giardini Naxos sormontata dall’Etna e da Taormina.

Proseguendo oltre il porto si giunge all’imponente  colata lavica preistorica su cui è costruita Naxos e che qui è sfociata nel mare creando spettacolari distese di neri  scogli e secche. Nel punto più panoramico c’è un piccolo belvedere sulla costa con  una statua in macrofiligrana di ferro che raffigura una Nike, a ricordo dell’arrivo dei fondatori della prima colonia greca in Sicilia. Anche qui, come nel Parco Archeologico domina su tutto la vista dell’Etna.

Fuori dalla baia, andando verso l’interno, si stende la periferia di Giardini Naxos, Recanati, sorta negli anni settanta al posto dei giardini di agrumi, famosa per le sue   discoteche e affollata di miniappartamenti e grandi alberghi. Da Recanati potete ritornare sulla costa seguendo un viottolo pedonale che confina con il Parco Archeologico (potreste raggiungerlo anche attraversando tutto il parco) da qui con una bella passeggiata sulla spiaggia si può arrivare alla  foce del fiume Alcantara (km 3 ca. dall’hotel Palladio e raggiungibile anche in automobile tramite la S.S.114 direzione Catania e poi bivio per via Porticato).

L'itinerario è interessante sia per l'osservazione ornitologica che per la vegetazione e il paesaggio. Si può risalire brevemente il corso del fiume lungo un facile sentiero, per ammirare le formazioni vegetali acquatiche.

TAORMINA

Taormina dista 5 km dall’hotel Palladio ed è raggiungibile in automobile dalla S.P. 10 (il corso principale di Taormina è isola pedonale e vi sono due grandi parcheggi abbastanza cari)  in autobus con l'Autolinea INTERBUS, fermata di fronte l’a 4lbergo, che effettua frequenti collegamenti tra le due città ogni 30 minuti circa (il biglietto si fa sull’autobus e costa 1,50 Euro) e nel periodo estivo anche oltre mezzanotte o a piedi in 15 minuti lungo il panoramico sentiero di Madonna delle Grazie che  arriva al centro di Taormina partendo dalla Stazione Ferroviaria (che dista 1 km dall’Hotel Palladio). Il sentiero di Madonna delle Grazie  però, a vergogna dell’amministrazione che non provvede alla sua manutenzione, essendo poco illuminato e in alcuni tratti sconnesso, va percorso con attenzione solo di giorno.

Altri frammenti di storia

Grazie alla sua straordinaria posizione, alla bellezza della cittadina e alla magnificenza del suo teatro (il Teatro Antico con la sua vista dell’Etna e della baia di Giardini Naxos è di una incanto quasi inverosimile), Taormina  è da sempre la capitale del turismo siciliano. per saperne di più

E il turismo, nato qui precocemente e divenuto in breve l’unica risorsa, come spesso accade, ha in parte stravolto  Taormina, non solo gremendo di folla le sue stradine ma rimodellandone l’identità (al punto che spesso, parlando della storia di Taormina si finisce per parlare della storia del suo turismo). E’ innegabile peraltro che  il turismo ha avuto qui  una storia affascinante. Dopo Goethe e i viaggiatori del Grand Tour,  grandi scrittori e pittori la vissero come luogo d’ispirazione e rifugio per l’anima mentre l’elite internazionale ne fece una stazione alla moda per passare l’inverno in un clima mite. Fino alla metà del 1900,   i villeggianti del bel mondo  arrivavano a  Taormina in autunno per ripartire in primavera, quando le sue strette vie divengono troppo afose: gli alberghi allora chiudevano da maggio sino ad ottobre. Con l’avvento del turismo di massa, Taormina ebbe ancora una grande stagione mondana negli anni ’50 e ’60 quando famosi attori, hollywoodiani e no, la elessero a luogo di ritrovo della dolce vita animando le sue notti e il suo festival del cinema.

Festival del cinema che, insieme alle manifestazioni di Taoarte con teatro, opere, balletti e grandi concerti continua  anche oggi a svolgersi ogni estate nel teatro antico.

Cosa vedere a Taormina e Castelmola

Intagliata su stretti terrazzamenti del monte Tauro,   Taormina è racchiusa tra le due porte,  Porta Ferdinanda (ora porta Messina) e Porta del Tocco (o porta Catania)  collegate   dal corso Umberto, (l’antica consolare Valeria costruita al tempo della prima guerra Punica per unire Messina con Siracusa). Sul corso,  costellato di  antiquari, boutique e locali alla moda, si affacciano gli edifici architettonicamente più   importanti della cittadina. Da entrambi i lati del corso partono molteplici scalinate da cui si snoda, su vari livelli, un piccolo labirinto di  vicoli, piazzette, cortili e giardini: questa è la parte di Taormina  meno affollata e più bella da esplorare.   Le numerose dominazioni che si sono succedute hanno consegnato a  Taormina un ricco lascito  rendendola, con i suoi palazzi, chiese e monasteri, un’incantevole rappresentazione in miniatura della storia della splendida architettura siciliana,  caratterizzata dalla stratificazione, amalgama e reinterpretazione peculiare degli stili anche dovuta alle creative maestranze dell’artigianato locale.  per saperne di più

L’età romana  lascia a Taormina la sua rielaborazione del Teatro  (che  i greci   avevano genialmente costruito nel punto più panoramico della polis) trasformato in un anfiteatro per i giochi dei gladiatori, edifica un Odeon e le “Naumachie” (un monumentale terrazzamento con una cisterna dove confluiva l’acquedotto). E in tutta Taormina si trovano  raffinati particolari  o interi edifici di stile   gotico-catalano spesso  felicemente innestati su precedenti costruzioni arabo-normanne come il Palazzo Corvaja (in origine torre araba, costruita per scopi militari e ampliato nei primi anni del ‘400 per le riunioni del Parlamento siciliano),  il  Palazzo Duchi di Santo Stefano (che ospita le opere dello scultore Mazzullo)  e la preziosa Badia Vecchia. Lo stile barocco siciliano è invece meno presente a Taormina: la cittadina alla fine del 1600 (che portò in tanta parte della Sicilia,  dopo il terribile terremoto del 1693, una sorprendente fioritura con la ricostruzione di intere città nel fantasmagorico e particolarissimo barocco “insulare”) entrò in un lungo periodo di decadenza terminato solo  nella seconda metà del 1800, con l’avvento del turismo.

Va visitato anche il bellissimo giardino pubblico con le sue stravaganti costruzioni vittoriane, donato alla città da una nobildonna inglese che vi aveva creato il suo eden privato.

Da Taormina potete andare a  Castelmola (km 10 ca. dal7) raggiungibile in automobile dalla S.P. 10 o in autobus con  l'Autolinea INTERBUS con partenze da Taormina o a piedi con il sentiero dei Saraceni così chiamato perché passa attraverso la porta dalla quale i saraceni riuscirono a penetrare a Taormina, conquistando così l’ultima roccaforte Siciliana che ancora resisteva.

Catelmola è un piccolo borgo medievale, dal panorama unico, situato su di un picco del Monte Tauro sopra Taormina, è conserva i ruderi del Castello Normanno, la Chiesa Madre, la Porta dei Saraceni con le cinta murarie. E’ bello passeggiare fra le sue antiche casette e, nella piazza centrale, se andate al bar Torrisi  salite fino alla terza terrazza: potrete bere del vino alla mandorla guardando i tetti, la costa e l’Etna da una posizione privilegiata.

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