Hotel Palladio

Sicily

a handmade hotel

Corso Umberto 470, Giardini Naxos, 98035, Sicily
Tel: (+39) 0942 52267; Fax: (+39) 0942 551329;
E-mail:
palladio@tao.it 

 

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In queste pagine vi suggeriamo delle escursioni per le più belle località vicine, facilmente raggiungibili in macchina dall’Hotel Palladio con distanze fra i 6 e i 40 km. Oltre alle luoghi famosi illustrati in tutte le guide e agli itinerari dell’Etna (di cui parliamo in una pagina a parte), vogliamo farvi scoprire anche qualche frammento meno noto, ma ugualmente magnifico, delle nostre tante Sicilie,  soffermandoci più a lungo sui luoghi che, fuori dai soliti percorsi turistici, mantengono ancora immutato il loro volto originale.

Giardini Naxos si trova all’incrocio di tre splendidi itinerari: la litoranea verso Messina sovrastata dalla parte orientale dei monti Peloritani dove sono incastonati panoramici e bellimi piccoli borghi medievali; la strada dell’interno che,  tra una natura ancora incontaminata, costeggia il parco fluviale dell’Alcantara con le sue famose gole; e infine la via che dalla barocca Acireale porta a Catania, scendendo dall’imponente costone di roccia lavica della Timpa verso i borghi marinari di Acitrezza e Acicastello.
 

LA VALLE D’AGRÒ

Salirete sulle verdi colline per trovare antichi borghi sospesi sul mare e nel tempo, tesori dell’architettura arabo normanna e gotica  e  magnifici panorami.

Qui furono furono girate le scene siciliane del film Il Padrino che volevano ritrarre una Sicilia arcaica:  poco è cambiato da allora. Salendo sulle colline troverete affascinati cittadine con chiese del gotico siciliano, una cripta con le mummie dei nobili locali e, nel greto di un fiume, una splendida basilica,   stupefacente sintesi dell’architettura bizantina, araba e normanna.

dall’hotel Palladio si prende il lungomare 4 Novembre e si prosegue sempre dritti per 12 km in direzione Messina seguendo la litoranea strada statale 114 sino al bivio di S. Alessio.

** Sant'Alessio Siculo (km 12 ca.)

Il capo è costituto da un suggestivo promontorio a due vertici, con un castello circolare sul primo e una fortificazione medievale sul secondo, non visitabili perché,  pur essendo stato riconosciuto "monumento nazionale", sono ancor oggi di proprietà privata. L'edificazione del castello va collocata in un ampio spazio di tempo tra il X e la fine del XIV sec. d.C.: verosimilmente la struttura originaria risale al periodo arabo. Una cinta muraria circonda l'edificio vero e proprio e due torri, una di avvistamento e l'altra che probabilmente fungeva da prigione.

*** Forza d'Agrò (km 19 ca.)

raggiungibile in automobile tramite la SS.114 fino al capo S. Alessio e poi proseguendo lungo il bivio a sinistra. Nel periodo estivo sono possibili collegamenti in autobus da Taormina.

A ridosso del Capo S. Alessio, sul lembo estremo di nord est della corona del monte Tauro, Forza d'Agrò si trova a 420 m. di altezza: la raggiungerete percorrendo una strada tutta curve che domina la vallata. Prima di arrivare in paese fermatevi al belvedere: il vastissimo panorama, che dallo stretto di Messina si spinge sino alla costa del catanese, vi allargherà anima e respiro. Arrivati alla cittadina non spaventatevi dalle nuove costruzioni di cui è circondata, il cuore del paese ha mantenuto intanto il suo antico fascino, arrampicatevi per i vicoli, curiosate nelle case disabitate e visitate i monumenti.  All’inizio del paese troverete un altro belvedere con la chiesetta di S. Francesco del XVI secolo e poi la *** Chiesa della Triade del 1576 in cima a una scalinata sormontata da un portale gotico catalano tardo cinquecentesco con arco  durazzesco (a sesto fortemente ribassato e con un doppio archivolto). La  chiesa è situata un incantevole piazzetta  con palme, vista magnifica e convento annesso,  sotto vi è la Chiesa Madre dalla facciata barocca. Dovete poi visitare il Castello Normanno del XII sec. che, secondo la tradizione, fu costruito per volere del Gran Conte Ruggero. E’ posto sul punto più alto e più inaccessibile della Valle, e vi si arriva alla fine di una lunga e ripida scalinata di pietra. Dal 1876 l'area del Castello è stata adibita a cimitero.

*** Savoca (km 22 ca.)

Proseguendo sulla statale 114 fino a S..Teresa di Rivadove troverete la salita di Savoca SP19

Anche qui percorrerete una strada tutta curve. Il paese  fece da sfondo a molte delle scene del film Il Padrino I, nelle quali F. F. Coppola  voleva ritrarre immagini di una Sicilia ferma nel passato e all’apparenza tutto è rimasto uguale ad  allora. Importante centro religioso, come testimonia il suggestivo abitato con bei palazzetti e interessanti portali e la presenza di numerose chiese. La Chiesa di San Nicolò scenograficamente collocata nell’avvallo tra due cime collinari da cui si gode di un ampio panorama della costa, la chiesa madre con campanile quattrocentesco e  un bel portale con un rosone del cinquecento. La Chiesa del Convento dei Cappuccini conserva numerose tele del '500 e del '600, e, se avete il senso del macabro o un interesse storico per i modi con cui l’aristocrazia sicula tentava di competere con la morte, scendete nella cripta: vi troverete elegantemente vestiti e mummificati, secondo le antiche tradizioni di sepoltura, i corpi di diciassette notabili del paese. Per riprendervi dovete andare,  nella piazzetta all’inizio del paese, a mangiare un’ottima granita al limone sotto la pergola del celebre bar Vitelli rimasto immutato dagli anni cinquanta del secolo scorso e che conserva le foto del cast del Padrino I e delle scene del matrimonio siciliano di Michael Corleone che  Coppola girò qui.

** Casalvecchio Siculo (km 26 ca.)

lasciata Savoca si prosegue sulla Sp19 verso l’interno. Fondato in epoca bizantina da monaci dalla Siria e dall'Egitto, possiede un interessante patrimonio architettonico ma è fuori del paese che si trova un capolavoro dell’architettura che bisogna assolutamente vedere e ricompensa largamente della strada un po’ contorta che si fa per raggiungerlo: è ****il  Tempio dei SS. Pietro e Paolo d'Agrò risalente al 560 d.C. circa. Realizzato dai frati di S. Basilio, fu distrutto e saccheggiato durante la dominazione araba e poi ricostruito,  nel 1172, in epoca Normanna da maestranze arabe, mantenendo in parte l’impianto originario. Rappresenta una rara e originalissima sintesi di elementi bizantini, arabi e normanni. La Chiesa basiliana, un tempo parte di un grande e ricco complesso monastico che dominava la valle, si erge ora solitaria in contrada Contura nella fiumara d’Agrò potete raggiungerla da Casalvecchio o dalla costa seguendo la segnaletica dal bivio di Santa Teresa. La bellezza e la genialità della sua  costruzione hanno resistito all’incuria e ai terremoti. L’esterno ha un forte effetto pittorico dato dall’alternanza di fasce di mattoni, arenaria, calcare e pietra lavica, l’interno è spoglio (a causa dei saccheggi che la hanno privata dei tesori e degli affreschi bizantini) ma ciò rende ancora più suggestiva  la preziosità della sua architettura caratterizzata dalle cupole a spicchi e dalle archeggiature archiacute. L’iscrizione in greco sull’architrave della porta principale ci tramanda il nome dell’architetto Gherardo il Franco, unico fra i “capi mastri” dell’epoca siculo-normanna il cui nome esca dall’anonimato.

 

LA VALLE DELL’ALCANTARA

Scoprirete la Sicilia dell’interno, seguendo le vie del fiume tra straordinari scenari naturali, cittadine medievali, castelli e fortezze.

Le vertiginose pareti basaltiche delle gole dell’Alcantara, percorsi avventura nel magnifico acquascivolo naturale del fiume o tranquille passeggiate tra cascate e laghetti  nell’opulenta macchia mediterranea del parco, una cittadina  medievale e i castelli che dominano la valle  donando spettacolari vedute dell’Etna.

dall’hotel Palladio si prende il Corso Umberto e si procede dritti verso Catania per circa 3 km fino al bivio a destra per Calatabiano, dopo averlo imboccato si seguono le indicazioni verso il castello

*** Il castello di  Calatabiano (km 5 ca.)

Il Castello Arabo-Normanno (IX secolo)  si trova in cima alla collina che sovrasta la valle raggiungibile con un panoramico ascensore inclinato, che permette una splendida  vista di Taormina, della baia di Giardini Naxos e dell’Etna. Il recente lavoro di restauro ha portato alla luce un sito archeologico-monumentale: i resti di un impianto greco-romano, un Kastron bizantino col suo mastio imprendibile, il castello medievale con le sue sale, la corte e una graziosa cappella.  La prima documentazione certa relativa al castello di Calatabiano si rileva da una carta della Sicilia in cui il geografo e viaggiatore arabo Abu ‘Abd Allah Muhammad ibn Idris (1099-1164) rappresentava l’Isola e i suoi sistemi fortificati. Qui il massiccio dell’Etna appare sul lato sinistro ed è lambito dai due fiumi Simeto e Alcantara. Proprio lungo le sponde del fiume Al-Kantar (il ponte) appaiono rappresentate due fortezze speculari Tauromenion e Kalaat-al Bian (Rocca di Biano). Passeggiando per il castello si gode di una vista incomparabile di tutta la valle dell’Alcantara.

Da Calatabiano per raggiungere direttamente le gole dell’Alcantara potreste proseguire verso Gaggi da dove si imbocca   la statale 185 che porta sino alle gole o, per un percorso più panoramico, potete tornare indietro sulla Statale 114 direzione Messina e proseguire per un 1 km sino al bivio per l’autostrada. Anche qui si imbocca la statale 185 per Francavilla di Sicilia e la si percorre per circa 12km fino all’ingresso delle gole  dell’Alcantara che è sulla strada, dall’ingresso si scende sino alle gole con una scalinata o con un ascensore

*** Gole dell'Alcantara (km 14 ca.)

Si tratta di uno dei fenomeni naturali più straordinari dell'intera isola: un’impressionante e selvaggia gola, formata da una colata lavica, profonda oltre venticinque metri e solcata dalle limpide acque del Fiume Alcantara che scorrono formando cascate e laghetti tra due magnifiche pareti di prismi basaltici verticali, a ventaglio o bizzarramente incurvati secondo le modalità del raffreddamento della lava. E' possibile effettuare la risalita di un tratto del fiume (circa 150 metri) (si possono noleggiare in loco stivaloni ecc.) per vedere le gole dall’interno per un breve tratto. Se volete vedere le gole  dell’Alcantara in tutta la loro bellezza in hotel potete prenotare un’emozionante risalita del fiume con guide esperte che forniscono anche tutto l’equipaggiamento per poter percorrere le gole dall’interno usandole come un enorme acquascivolo naturale.

* Francavilla di Sicilia (km 18 ca.) proseguendo dalle Gole dell’Alcantara sulla SS185

Francavilla Sicilia ospita un bel Convento dei Cappuccini del 1570. Il convento è rimasto nella sua forma originale con le finestre delle celle a "bocca di forno", con gli stipiti in pietra arenaria, e custodisce  lavori d’ebanisteria e pittura popolare.

** Sentiero “Le Gurne” (km 20 ca.)

da Francavilla si prende la SP7-1 per Castiglione e si gira alla terza traversa sulla sinistra, seguendo le indicazioni “Sentiero Le Gurne” dell'Ente Parco Fluviale dell'Alcantara.

Superata Francavilla, gli amanti di itinerari naturalistici, devono assolutamente entrare nel meraviglioso Parco Fluviale dell'Alcantara per una passeggiata alla scoperta  delle Gurne, laghetti formatisi lungo il suo corso d'acqua. Si possono raggiungere seguendo un agevolissimo sentiero, immerso in una ricca macchia Mediterranea, che costeggia le sponde dell’Alcantara. Le acque del fiume in questo tratto sono limpidissime e vi si trova una pianta acquatica che cresce solamente in acque fredde e pulitissime: il Ranuncolo a Pennello, pianta rarissima in Italia e più comune nell’Europa Centrale. Sempre seguendo le varie diramazioni del sentiero si può arrivare alla Centrale Idroelettrica, dove un alto ponte di ferro congiunge le due sponde del fiume e offre una bellissima prospettiva per guardare le cascate sottostanti. Il percorso è di circa 3 km tra andata e ritorno, non richiede particolari doti da escursionista però è senz'altro consigliabile un abbigliamento comodo e scarpe non scivolose

*** Castiglione di Sicilia (km 25 ca.)

proseguire per 6 km lungo la SP7-1 

Incantevole cittadina arroccata come un presepe su di un contrafforte roccioso (a 621 metri sul livello del mare) che domina la valle.  La sua storia ricalca parte della storia siciliana: fondata dai profughi di Naxos nel 496 a.C., la città divenne possesso di Ippocrate tiranno di Gela, si succedettero poi nella dominazione i Romani, i Bizantini, i Normanni e gli Svevi. La cittadina conserva ancora evidenti le tracce di questo intreccio di culture caratteristico della Sicilia: i resti di un'acropoli greca, di un piccolo tempio rustico bizantino, di una torre saracena e di un castello normanno, il Castel Leone che nel punto più alto del borgo  è abbarbicato su sperone di roccia tufacea, parte integrante dell'edificio (oggi non restano che dei ruderi). La posizione che il maniero occupa è stata punto di avvistamento fin dall'antichità e vi si ha una bellissima vista sull'Etna e sul paese. Il fascino della cittadina e' costituito anche dalle reminiscenze medievali che hanno saputo resistere al terremoto del 1693:  si può ancora vedere  l'impianto urbanistico medievale costituito da strette vie che conducono alla piazza cittadina principale, Piazza Lauria, ed i resti di un maestoso ponte che attraversa il fiume Alcantara. Di notevole interesse architettonico sono la Chiesa Madre del XVII secolo che racchiude l'originale abside della antica Chiesa Normanna, la Chiesa di Santa Domenica di tipico stile bizantino e la Chiesa di S. Antonio Abate con una splendida cupola.

LA RIVIERA DEI CICLOPI

Da un’alta scogliera scenderete verso la pittoresca costa con i faraglioni, nati dalle eruzioni sottomarine, per giungere a una rocca normanna nera di lava e ai porticcioli dei pescatori.

I borghi marinari dove geologia, mito e letteratura  si intrecciano:  qui inizia l’attività vulcanica prima della formazione dell’Etna e questi sono i luoghi dell’Odissea e de I Malavoglia.  Mare cristallino, le barche colorate dei pescatori, la rupe lavica con il suggestivo castello e i suoi trabocchetti.

dall’hotel Palladio si prende il Corso Umberto e si  prosegue dritti per un 1 km sino a imboccare l’autostrada A18 in direzione Catania,  uscita  Acireale

** Acireale (km 28 ca.)

Edificata su di una possente rupe a strapiombo sul mare, Acireale è il maggiore dei centri urbani situati sul versante orientale etneo. Il nucleo originario è rappresentato dall'attuale Piazza del Duomo, d'impronta barocca, completata nella prima metà dell'600. In seguito al terremoto del 1693 la città viene ricostruita sotto le direttive del duca di Camastra e del pittore Vasta. All'ingresso sud della città si trovano le terme di S.Venera che traggono origine dalle terme Xiphonie, forse di origine greca, che i romani potenziarono. Tra i monumenti più interessanti ricordiamo il Duomo, dedicato all'Annunziata e a S. Venera e che risale agli anni 1597-1618, rimaneggiato poi nel '700; la chiesa settecentesca dei SS. Pietro e Paolo; il Palazzo Comunale in stile barocco; la chiesa di S. Sebastiano caratterizzata da una sfarzosa facciata barocca; la Biblioteca e Pinacoteca Zelantea, risalente al 1671.

Usciti da  Acireale, proseguire verso la riviera dei Ciclopi in macchina o scendendo a piedi lungo la scalinata che nella Timpa scende da Acireale sino a Santa Maria la Scala

** La Timpa (km 29 ca.) Parallelamente alla costa per un certo tratto, per poi addentrarsi tra gli agrumeti della campagna di Acireale, corre, alzandosi progressivamente di quota, un suggestivo costone roccioso: la Timpa che, ricoperta da una ricca macchia mediterranea, costituisce un’unità di grande importanza geo-vulcanologica, perché vi sono rappresentati eventi vulcanici dai più remoti ai più recenti che contribuiscono a tracciare una storia dell'Etna. Gli enormi basalti e le varie strutture geologiche dalle diverse forme architettoniche creano un magnifico paesaggio naturale.  Su di essa è ubicata Acireale; sulla costa, a ridosso, sorgono le frazioni di Santa Maria La Scala e  Capo Mulini. Per vedere bene la Timpa si può scendere a piedi lungo la scalinata che al suo interno scende da Acireale sino a Santa Maria la Scala

* Santa Maria la Scala (km 33 ca.)

Usciti da  Acireale, proseguire verso la riviera e prendere la SP2 per riposto dove c’è il bivio per  Santa Maria la Scala 

Rannicchiata sotto la maestosa parete della Timpa, Santa Maria la Scala è un grazioso paesino con un porticciolo e una chiesetta. Da visitare per vedere un borgo marinaro ancora solo sfiorato dal turismo.

*** Aci Trezza (km 40 ca.)

Si prosegue sulla S.S. 114 in direzione Catania

Pittoresco borgo di pescatori situato di fronte ai Faraglioni dei Ciclopi, isole di nero basalto prismatico che racchiudono uno specchio di mare di  straordinaria bellezza. Queste particolarissime formazioni, di cui esistono pochi altri esempi in tutto il mondo in Islanda e Nuova Zelanda, sono state originate da un’impetuosa eruzione sottomarina di lava basaltica. I Faraglioni dei Ciclopi prendono il loro nome dall’Odissea: sarebbero i massi scagliati invano dal ciclope Polifemo contro Ulisse ormai in fuga sul mare. Dal molo piccolo del porticciolo partono le barchette dei pescatori che accompagnano i turisti e i bagnanti all'Isola Lachea, oggi sede di una stazione biologica dell'Università di Catania, o alla Madonnina (sono due dei Faraglioni). Questo specchio d'acqua è un paradiso per i sub: vi si trovano anfratti dove si rintana il polpo, pareti ricoperte dai ricci e ancora da qualche occhio di bue. Il porticciolo con le sue barche variopinte tirate in secca (qui i pescherecci sono ancora costruiti a mano in un cantiere a ridosso del lungomare) va visitato anche per ricordare Padron ‘Ntoni e gli altri Malavoglia (vi è anche un piccolo museo nella Casa del Nespolo) e La terra trema che Luchino Visconti qui girò ingaggiando come attori i pescatori del luogo, fedele all'ambientazione del romanzo di Verga cui il film è ispirato.

Dopo la mezzanotte il vento s'era messo a fare il diavolo, come se sul tetto ci fossero tutti i gatti del paese, e a scuotere le imposte. Il mare si udiva muggire attorno ai faraglioni che pareva ci fossero riuniti i buoi della fiera di Sant'Alfio ed il giorno era apparso nero   peggio dell'anima di Giuda(...) Le barche del villaggio erano tirate sulla spiaggia, e bene ammarrate alle grosse pietre sotto il lavatoio(…) Sulla riva c'era soltanto padron 'Ntoni, per quel carico di lupini che ci aveva in mare colla Provvidenza e suo figlio Bastianazzo per giunta (I Malavoglia, capitolo III)

**** Aci Castello (km 42 ca.)

procedere sulla S.S 114 direzione Catania

Seguendo questo tratto di litorale  (chiamato anche Riviera del Limoni) vi troverete di fronte a una vista veramente splendida: il castello in nera pietra lavica arroccata su uno sperone di roccia sul mare (il castello ispirò un racconto di Verga). L’alta rupe di lava sottomarina su cui sorge è geologicamente importante perché testimonia la prima fase di attività vulcanica dell'intera area etnea, antecedente alla comparsa del Monte Etna. Il castello, con i suoi torrioni e trabocchetti, è visitabile gratuitamente (orari: estivo 9/13, 17/19.30; invernale 9/13, 15/17.30) e al suo interno ha sede il Museo Civico, con collezioni mineralogiche, vulcanologiche, paleontologiche e con resti archeologici di età greca, romana e bizantina. Il luogo è fortificato fin dai tempi dei Romani quando qui sorgeva la Rocca Saturnia, il maniero fu eretto nell'XI sec. dal conte Ruggero d'Altavilla, condottiero normanno alla conquista della Sicilia, quando la rupe era un'isola a trenta metri dalla costa. Poi, nel 1169, una potente colata dell'Etna arrivò fino al mare e unì la terraferma alla rupe. Sparito il ponte levatoio, il castello fu oggetto di conquiste e saccheggi, la fortezza venne riedificata da re Tancredi nel 1189 e fu poi nel 1787, sotto i Borboni,  adibita a prigione.

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